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VIP

VIP

1970

Area tematica
Progetto

Lucci & Orlandini

Produzione per

Velca

Tra i primi esiti della collaborazione avviata all’inizio degli anni Settanta tra Velca e i designer Roberto Lucci e Paolo Orlandini, il sistema Vip rappresenta uno dei passaggi più significativi nel rinnovamento tipologico dei complementi d’arredo domestico e collettivo. Nato parallelamente allo sviluppo della più complessa serie di sedute K, il progetto interviene su un oggetto d’uso quotidiano solo apparentemente marginale — l’attaccapanni con portaombrelli integrato — trasformandolo in occasione di sintesi tra sperimentazione linguistica, razionalità costruttiva e chiarezza funzionale. Alla base del progetto vi è una logica compositiva fondata su elementi smontabili assemblati a incastro, privi di fissaggi visibili, realizzati in ABS e acciaio. Questa soluzione consente semplicità di montaggio, riduzione degli ingombri di trasporto e coerenza strutturale, permettendo al sistema di articolarsi in diverse varianti d’uso — dall’appendiabiti domestico ai complementi coordinati per camera e bagno — senza perdere unità formale. Anche la base portaombrelli, ottenuta da un nucleo in cemento rivestito da una scocca plastica coordinata, contribuisce all’equilibrio tra economia produttiva, solidità funzionale e qualità percettiva che caratterizza la migliore stagione progettuale di Velca. Dal punto di vista linguistico, Vip riflette il clima dei primi anni Settanta, segnato dall’ingresso maturo delle materie plastiche nel paesaggio domestico e dalla ricerca di oggetti capaci di coniugare leggerezza visiva, riconoscibilità e durata. La verticalità modulare dello stelo, la scansione ordinata degli elementi di appoggio e la compattezza della base generano una figura essenziale ma fortemente caratterizzata, adatta tanto agli interni privati quanto agli spazi collettivi. La lunga permanenza in produzione — protrattasi fino alla metà degli anni Novanta anche dopo il passaggio di Velca al gruppo Knoll — testimonia la solidità dell’impianto progettuale, fondata su un equilibrio non contingente tra tecnica, funzione e immagine. A questa continuità industriale si affianca una diffusa resistenza d’uso: numerosi esemplari continuano ancora oggi a svolgere la propria funzione originaria, confermando la qualità di un progetto concepito per durare oltre le oscillazioni del gusto. Nel tempo, Vip ha inoltre assunto il valore di segno culturale dell’immaginario domestico tra anni Settanta e Ottanta, grazie anche alla sua presenza ricorrente in contesti cinematografici e televisivi che ne hanno rafforzato la riconoscibilità. In questa duplice natura — oggetto funzionale durevole e figura simbolica della modernità quotidiana — si misura la portata del progetto di Lucci e Orlandini, capaci di elevare un complemento minimo a sintesi esemplare di design industriale italiano, dove semplicità costruttiva, chiarezza d’uso e identità formale coincidono in una sorprendente longevità.