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TUBO GIUNTO

TUBO GIUNTO

1934

Area tematica
Progetto

Ferdinando Innocenti

Produzione per

F.lli Innocenti – Ponteggi Tubolari Dalmine Innocenti

Il sistema tubo-giunto Innocenti rappresenta una delle innovazioni più importanti nella storia della cantieristica del Novecento. Basato sull’impiego di tubi d’acciaio standardizzati collegati mediante giunti a morsetto, introduce per la prima volta in Italia un principio di modularità, rapidità di montaggio e riutilizzo sistematico delle strutture provvisionali. Non si tratta semplicemente di un ponteggio, ma di un vero sistema costruttivo aperto, capace di adattarsi a impalcature, centine per archi e viadotti, torri provvisorie, strutture temporanee e allestimenti complessi.
Il cuore dell’invenzione è il giunto Innocenti, brevettato il 6 febbraio 1934 come “dispositivo di unione per tubi costituenti parti di costruzioni metalliche”. A differenza dei sistemi precedenti, il giunto consente il bloccaggio rapido e sicuro dei tubi senza ricorrere a carpenterie saldate o a pesanti strutture lignee, rendendo possibile un montaggio intuitivo, reversibile e altamente flessibile. Questo nodo tecnico, apparentemente semplice, diventa in realtà il vero “motore” del sistema: è grazie ad esso che i tubi possono essere combinati come un alfabeto strutturale, generando configurazioni sempre diverse. Il tubo-giunto nasce in un momento cruciale per l’edilizia italiana. Tra gli anni Trenta e il dopoguerra, la crescita urbana, le grandi infrastrutture e poi la ricostruzione richiedono cantieri più veloci, economici e razionalizzati. Il sistema Innocenti risponde perfettamente a queste esigenze, dimostrando la propria efficacia già nelle prime applicazioni sperimentali, come la grande centina per il ponte sul torrente Orba (1935), e trovando poi un impiego sempre più esteso nei cantieri dei ponti ad arco, dei viadotti autostradali e delle grandi opere del boom economico. Negli anni Cinquanta e Sessanta il tubo-giunto diventa protagonista delle spettacolari centine utilizzate per l’Autostrada del Sole e per numerosi viadotti appenninici: strutture temporanee di dimensioni monumentali, spesso traslabili, capaci di sostenere getti di grandi archi in cemento armato con soluzioni ingegnose che combinano calcolo strutturale e cultura del cantiere artigianale evoluto. In questo senso il sistema Innocenti non è solo un prodotto industriale, ma uno strumento che contribuisce a definire un vero “stile italiano del cantiere”, basato su flessibilità, inventiva e capacità di adattamento alle condizioni del territorio. L’invenzione porta il nome del suo ideatore, Ferdinando Innocenti, imprenditore nato a Pescia (Valdinievole) nel 1891, figlio di un fabbro. Cresciuto tra officina e commercio di ferramenta, sviluppa fin da giovanissimo una forte attitudine imprenditoriale. Dopo una prima fortuna economica legata al recupero e alla rivendita di materiali metallici – poi perduta con il fallimento della Banca Italiana di Sconto nel 1921 – riparte da zero trasferendosi a Roma nel 1923, dove avvia un deposito di tubi d’acciaio e una piccola officina per la produzione di elementi speciali. Nel 1931 si sposta a Milano e nel 1933 realizza a Lambrate lo stabilimento destinato alla produzione dei raccordi tubolari. È qui che prende forma industriale il giunto Innocenti e si consolida il sistema tubo-giunto. Il successo è rapidissimo: alla fine degli anni Trenta la sua azienda assorbe una quota rilevante della produzione nazionale di tubi d’acciaio e Innocenti viene nominato Cavaliere del Lavoro per il contributo innovativo dato al settore edilizio. Nel secondo dopoguerra, mentre il sistema tubo-giunto viene organizzato industrialmente attraverso la società Ponteggi Dalmine-Innocenti, dagli stessi stabilimenti di Lambrate nasce un’altra icona del design industriale italiano: la Lambretta (1947), simbolo della mobilità popolare e del miracolo economico. Il percorso di Innocenti è emblematico: da figlio di fabbro toscano a inventore, industriale e protagonista della modernizzazione produttiva del Paese. Ancora oggi il tubo-giunto Innocenti è riconosciuto come uno dei casi più riusciti di design di processo applicato all’edilizia: un’invenzione che non ha cambiato la forma dell’architettura, ma ha trasformato profondamente il modo di costruirla. Attraverso la standardizzazione intelligente di pochi elementi, ha reso il cantiere più efficiente, più veloce, più adattabile e più sicuro, lasciando un’impronta duratura nella cultura tecnica e industriale italiana.