La sedia Scapolare, disegnata da Giovanni Michelucci nel 1946, nasce come un esercizio di forma e funzione capace di trasformare un oggetto quotidiano in una piccola scultura. Il suo schienale, modellato sul profilo delle scapole umane, rappresenta una delle prime e più originali sperimentazioni biomorfe dell’architetto fiorentino. L’idea prende corpo nel periodo in cui Michelucci è direttore artistico della Galleria Vigna Nuova di Firenze (1945-1950), laboratorio di convergenza tra architettura, arte e artigianato. Qui il progettista collabora con abili ebanisti locali per dare vita ai cosiddetti “Mobili Moderni d’Arte”: pezzi unici, come la Scapolare, che fondono ergonomia, ricerca estetica e abilità manuale. Realizzata in noce con seduta in velluto, la poltroncina richiama le sedie da balia ottocentesche, ma rinnovate da uno schienale che aderisce con sorprendente naturalezza alla fisionomia umana. Il prototipo originale è tuttora conservato a Villa Il Roseto di Fiesole, oggi sede della Fondazione Giovanni Michelucci. A settantacinque anni dalla sua ideazione, la Scapolare è stata rieditata nel 2021 grazie a un progetto della Fondazione in collaborazione con Artec Italia e Palazzo BelVedere di Montecatini Terme. Il processo ha seguito un percorso complesso: ricerca storico-critica, scansione 3D dell’esemplare originale, rielaborazione digitale, prototipazione e infine produzione in noce nazionale biondo tramite scolpitrice numerica. L’intervento manuale di assemblaggio, finitura e verniciatura ha restituito l’anima artigianale del pezzo, certificato e marchiato come nuovo “prodotto d’autore”. Presentata alla Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze 2022, la Scapolare si ripropone oggi come una sedia-manifesto: simbolo di un design capace di coniugare memoria e innovazione, dialogo tra tradizione artigianale e processi digitali, e testimonianza di come Michelucci concepisse ogni progetto come un gesto poetico al servizio dell’uomo.

