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RIMINI BLU

RIMINI BLU

1959

Area tematica
Progetto

Aldo Londi

Produzione per

Bitossi Ceramiche

La collezione Rimini Blu rappresenta uno dei casi più emblematici della ceramica italiana del secondo dopoguerra, in cui ricerca artistica, sperimentazione tecnica e visione industriale convergono in un linguaggio riconoscibile e duraturo. Nata alla fine degli anni Cinquanta all’interno della manifattura Bitossi, sotto la direzione artistica di Aldo Londi, questa serie non si limita a definire uno stile, ma inaugura un vero e proprio sistema progettuale fondato sull’identità cromatica, sulla coerenza formale e sulla ripetibilità controllata del gesto decorativo. Il valore del Rimini Blu risiede anzitutto nella sua costruzione tecnica: un particolare impasto refrattario, combinato con l’uso di ingobbi e cristalline sviluppate in collaborazione con il laboratorio Colorobbia, consente di ottenere una superficie di straordinaria profondità luminosa. Il risultato non è un semplice “blu decorativo”, ma una materia cromatica viva, capace di reagire alla luce e di trasformare ogni oggetto in una piccola architettura riflettente. Questa innovazione permette inoltre una razionalizzazione del processo produttivo, rendendo compatibili sperimentazione estetica e serialità industriale. Accanto all’aspetto materiale, Rimini Blu introduce un linguaggio decorativo immediatamente riconoscibile. L’incisione a crudo, realizzata tramite stampini e impressioni ripetute, genera una trama continua di segni minimi, una sorta di tessitura ceramica che trasforma la superficie in campo visivo dinamico. Il decoro non è applicato come ornamento aggiunto, ma nasce insieme alla forma, diventandone parte strutturale. È proprio questa integrazione tra volume, texture e colore a rendere la serie coerente anche nella grande varietà tipologica: vasi, contenitori, figure zoomorfe e forme scultoree condividono lo stesso codice espressivo pur mantenendo individualità formale. Dal punto di vista culturale, Rimini Blu interpreta in modo originale il dialogo tra tradizione artigianale e sensibilità moderna. Pur evocando suggestioni mediterranee e riferimenti archetipici, la collezione evita ogni nostalgia folkloristica, costruendo invece un’estetica contemporanea fondata sulla ripetizione modulare del segno, sulla forza grafica del colore e sulla standardizzazione controllata dei processi. In questo senso anticipa logiche di branding applicate al prodotto ceramico: il nome, la riconoscibilità visiva e la coerenza stilistica trasformano la serie in un’identità autonoma, capace di attraversare i decenni senza perdere attualità. La longevità del progetto è testimoniata dalle numerose varianti cromatiche sviluppate negli anni successivi, che mantengono invariato il sistema decorativo originario adattandolo a nuove sensibilità estetiche e mercati. Allo stesso tempo, Rimini Blu continua a esercitare un’influenza concreta sul design contemporaneo, diventando riferimento per nuove generazioni di progettisti che ne reinterpretano la logica materica e superficiale in chiave attuale. Rimini Blu non è dunque soltanto una collezione iconica, ma un modello progettuale completo: un equilibrio raro tra sperimentazione, produzione seriale, identità visiva e capacità di dialogare con il pubblico. Un esempio paradigmatico di come il design ceramico italiano abbia saputo trasformare il laboratorio artigiano in piattaforma culturale e industriale, costruendo oggetti capaci di attraversare il tempo senza perdere forza espressiva.