Quaderna rappresenta uno dei passaggi più emblematici attraverso cui una ricerca teorica radicale si è trasformata in prodotto industriale stabile. Nato all’inizio degli anni Settanta all’interno delle sperimentazioni di Superstudio e portato in produzione da Zanotta, il sistema non nasce come semplice collezione di mobili, ma come applicazione concreta di un metodo progettuale fondato sulla misura, sulla serialità e sulla riduzione del linguaggio formale. Alla base del progetto vi è una griglia regolare, con passo costante, sviluppata inizialmente come superficie per laminati industriali. Questo reticolo non ha funzione ornamentale: agisce come struttura visiva e concettuale capace di neutralizzare i valori tradizionali di stile, materiale e decorazione. Applicata ai volumi dell’arredo, la trama diventa un dispositivo che rende misurabile ogni parte dell’oggetto, stabilendo continuità tra piano, spessori e superfici verticali. Il mobile non viene “disegnato” nel senso classico del termine, ma generato per estrazione da un sistema di regole.
Con Quaderna, l’arredo assume un carattere quasi architettonico. Tavoli, scrivanie, consolle e panchette si presentano come solidi stereometrici, privi di articolazioni tradizionali e volutamente privati di ogni concessione espressiva. L’effetto è quello di una micro-architettura domestica: elementi autonomi ma leggibili come parti di un unico paesaggio artificiale, regolato da una stessa grammatica visiva. In questo modo il progetto supera l’idea dell’oggetto isolato e propone un sistema aperto, potenzialmente estendibile nello spazio abitativo. La scelta produttiva compiuta da Zanotta nel 1972 è decisiva. Portare in catalogo un progetto così concettuale significa assumersi il rischio di trasformare un’utopia teorica in prodotto seriale. L’operazione riesce perché il principio radicale non viene attenuato, ma reso stabile attraverso l’industria. Il risultato non è un compromesso, bensì una nuova tipologia di mobile: rigorosa, riconoscibile, riproducibile e al tempo stesso fortemente identitaria. Dal punto di vista costruttivo, Quaderna vive su un equilibrio delicato tra standardizzazione industriale e precisione artigianale. Le strutture sono realizzate in pannelli tamburati rivestiti in laminato ad alta pressione, stampato con la caratteristica trama bianca e nera a passo regolare. La continuità del reticolo lungo spigoli e superfici impone una lavorazione estremamente accurata: ogni elemento deve essere rivestito seguendo una sequenza precisa per garantire l’allineamento visivo delle linee nelle tre dimensioni. È un processo che rende ogni pezzo tecnicamente complesso pur mantenendo un aspetto formale di apparente semplicità. Questa precisione costruttiva non è un dettaglio secondario, ma parte integrante del progetto. La forza visiva di Quaderna nasce proprio dalla coerenza assoluta tra idea astratta e realizzazione materiale. Il reticolo non tollera approssimazioni: la geometria deve risultare continua, leggibile e stabile, affinché l’oggetto possa esprimere quella condizione di neutralità controllata che costituisce il suo tratto distintivo. Nel tempo, la serie ha dimostrato una straordinaria capacità di attraversare epoche e linguaggi senza perdere attualità. La struttura concettuale su cui si fonda — basata su modularità, isotropia e misura — si è rivelata sorprendentemente compatibile con la sensibilità contemporanea, segnata da interfacce digitali, griglie virtuali e sistemi parametrici. Non è un caso che Quaderna venga oggi spesso riletta come anticipazione visiva di un’estetica “sistemica”, più che come semplice testimonianza storica del radical design. Le recenti estensioni della collezione, sviluppate in dialogo con l’archivio progettuale di Superstudio, confermano questa natura aperta. Nuovi elementi — come scrittoi, tavolini, contenitori e superfici tessili — non introducono variazioni formali arbitrarie, ma si inseriscono coerentemente nella stessa matrice geometrica. La collezione continua così a crescere per addizione controllata, rispettando il principio originario secondo cui è il sistema, e non il singolo pezzo, a generare il linguaggio complessivo. Quaderna può quindi essere interpretata come uno degli esempi più chiari di convergenza tra progetto teorico, produzione industriale e durata culturale. Non si limita a rappresentare una stagione del design italiano, ma dimostra come un’idea radicale possa sopravvivere al proprio contesto storico diventando infrastruttura dell’abitare. È questa capacità di trasformare una regola astratta in oggetto concreto, ripetibile e riconoscibile, che ha permesso a Quaderna di uscire dal perimetro della sperimentazione per entrare stabilmente nel lessico del design internazionale.

