Un viaggio affascinante accompagna il bronzo dalla sua nascita fino alla trasformazione in strumento musicale: una storia lunga più di seimila anni. Intorno al 4000 a.C. compare per la prima volta una lega destinata a diventare leggendaria: 80 parti di rame, 20 di stagno, con una piccola percentuale di argento naturalmente presente nello stagno. È questa la composizione del bronzo B20, la stessa lega utilizzata da secoli per realizzare campane dal suono profondo e potente. Dal 1931 UFIP porta avanti questa tradizione in Toscana, producendo alcuni dei migliori piatti per batteria al mondo. La loro unicità deriva da un metodo di fusione assolutamente esclusivo: il Rotocasting®. Come spiega Luigi Tronci, guida dell’azienda, la lega fusa viene colata in stampi che ruotano a circa 1.000 giri al minuto. La forza centrifuga spinge le impurità verso la superficie esterna, rendendo possibile eliminarle in fase di tornitura. Il risultato è un metallo più puro, una campana più spessa e una qualità sonora impossibile da ottenere con tecniche di fusione tradizionali. Ogni piatto UFIP è un pezzo unico, modellato dall’inizio alla fine dalle mani esperte degli artigiani: dalla colata alla tempra, dalla martellatura fino alla finitura finale. Nessun processo industriale di massa può replicarne le caratteristiche, perché ogni piatto è “individuato”, plasmato singolarmente e realizzato esclusivamente con bronzo da campane B20, il materiale più sonoro e dinamico oggi disponibile. Il risultato è uno strumento irripetibile, con una personalità propria — proprio come ogni batterista che lo suona. Nessun’altra lega riesce a offrire la stessa ricchezza timbrica, la stessa ampiezza dinamica, la stessa capacità espressiva. I piatti UFIP non sono semplici prodotti: sono compagni musicali forgiati da una tradizione antichissima e da un sapere artigiano al massimo livello.

