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L’EAU

L’EAU

2010

Area tematica
Progetto

Archirivolto, Pocci + Dondoli

Produzione per

Calligaris

La seduta L’Eau, progettata da Archirivolto per Calligaris nel 2010, interpreta con particolare intensità il rapporto tra forma, materia e percezione sensoriale dell’abitare contemporaneo. L’immagine generatrice – l’increspatura dell’acqua provocata da una goccia o da un sasso – viene tradotta in una superficie plastica attraversata da onde concentriche che non hanno valore puramente decorativo, ma diventano struttura visiva, principio ergonomico e memoria emotiva. Nelle versioni trasparenti, soprattutto nel neutro cristallino e nell’azzurro, l’effetto raggiunge un livello sorprendente: la seduta appare come una porzione di superficie liquida improvvisamente solidificata, una materia fluida fermata nell’istante del movimento e resa stabile per accogliere il corpo. Questa ambiguità percettiva tra acqua e materia conferisce al progetto una forza espressiva rara nel panorama delle sedute in tecnopolimero. La scocca trasparente cattura la luce, la diffonde e la restituisce all’ambiente con una leggerezza quasi immateriale, trasformando l’oggetto in una presenza discreta ma altamente riconoscibile. A tale qualità poetica si affianca la consueta attenzione funzionale che caratterizza il lavoro di Pocci e Dondoli: la struttura metallica a quattro gambe garantisce stabilità e durata, mentre la resistenza del materiale plastico consente l’utilizzo anche in spazi esterni. Impilabilità, varietà cromatica e adattabilità a contesti domestici e collettivi rivelano una progettazione orientata alla diffusione e alla concretezza d’uso, capace di coniugare eleganza accessibile e produzione industriale. Il valore di L’Eau risiede proprio nell’equilibrio tra evocazione naturale e precisione tecnica. La forma non nasce come gesto autonomo, ma come esito di una riflessione sulla relazione tra luce, materiale e comportamento dell’utente: un piccolo dispositivo percettivo che trasforma un’azione quotidiana in un’esperienza visiva e tattile più consapevole. Presentata al Salone del Mobile del 2010, la seduta si inserisce in una stagione progettuale in cui la trasparenza dei polimeri e la leggerezza visiva ridefiniscono l’arredo domestico rendendolo più fluido, mobile e adattabile. Archirivolto interpreta questa tendenza con misura, evitando effetti spettacolari e scegliendo invece la via della riconoscibilità silenziosa, affidata alla qualità della superficie e alla chiarezza della forma. In questo contesto, il ruolo dello studio Archirivolto assume un significato particolare. Fondato da Claudio Dondoli e Marco Pocci, lo studio rappresenta da decenni uno dei riferimenti internazionali più solidi nel progetto della seduta industriale. La collaborazione con oltre quaranta aziende e la realizzazione di un numero straordinariamente ampio di modelli, declinati in materiali, tecnologie e contesti d’uso differenti, testimoniano una competenza specifica rara, costruita attraverso continuità progettuale, conoscenza produttiva e capacità di interpretare le esigenze del mercato senza rinunciare alla qualità formale. Più che singoli episodi isolati, il loro lavoro configura un vero patrimonio tipologico contemporaneo della sedia, nel quale ricerca ergonomica, sostenibilità economica e chiarezza espressiva trovano una sintesi riconoscibile.
Resta oggi il rammarico per l’uscita di produzione di L’Eau. Nel panorama delle sedute in polimero trasparente, essa rappresentava infatti un episodio di assoluta originalità, dotato di una forte identità e di un’immediata riconoscibilità formale: qualità che, sostenute nel tempo, avrebbero potuto farne a pieno titolo un prodotto iconico e un autentico long seller del design contemporaneo.