Joe è uno di quegli oggetti che sfuggono a una collocazione univoca. Nato in una stagione di profonda trasformazione culturale e progettuale, incarna al tempo stesso lo spirito sperimentale degli anni Settanta e una sorprendente capacità di dialogare con il mercato e con il grande pubblico. È un progetto che vive sulla soglia tra provocazione e funzionalità, tra gesto artistico e prodotto industriale, tra ironia popolare e sofisticazione tecnica. La poltrona, modellata come un gigantesco guantone da baseball, non si limita a citare un’icona sportiva americana: ne altera la scala, ne amplifica il valore simbolico e lo trasferisce nello spazio domestico, trasformando un oggetto funzionale in una presenza scenografica. In questo passaggio di contesto si manifesta uno degli aspetti più radicali del progetto: l’introduzione di un immaginario estraneo alla tradizione dell’arredo borghese, capace di suggerire nuove posture, nuovi comportamenti e una relazione meno formale con lo spazio dell’abitare. Dal punto di vista progettuale Joe è il risultato di un processo complesso e fortemente sperimentale. La forma non nasce dal disegno bidimensionale tradizionale, ma da una modellazione tridimensionale diretta: prima in argilla, poi in gesso, fino alla definizione dello stampo definitivo per la schiumatura del poliuretano. Questo metodo, inusuale per l’epoca, testimonia la volontà dello Studio DDL di superare i limiti delle tecniche convenzionali per ottenere un risultato plastico preciso, controllato e riproducibile industrialmente. Allo stesso tempo, le finiture artigianali, le cuciture a vista e l’attenzione al rivestimento restituiscono all’oggetto una dimensione tattile e materica fortemente espressiva. La collaborazione con Poltronova, e in particolare con il suo fondatore Sergio Cammilli, ha rappresentato un passaggio decisivo per la realizzazione e la diffusione del progetto. Joe entra rapidamente nel circuito internazionale del design e viene presentata nel 1972 alla storica mostra Italy: The New Domestic Landscape al MoMA di New York, contribuendo a consolidare l’immagine dell’Italia come laboratorio avanzato di sperimentazione sull’abitare contemporaneo. Da quel momento la poltrona diventa un’icona riconosciuta, presente nelle collezioni museali e nell’immaginario collettivo. Il nome stesso del progetto è una dichiarazione di intenti: un omaggio al leggendario Joe DiMaggio, simbolo di successo sportivo e di mito americano, reinterpretato attraverso la lente ironica e colta del design italiano. Il risultato è un oggetto volutamente ambiguo: massiccio nella presenza, ma sorprendentemente mobile grazie alle ruote integrate; visivamente giocoso, ma strutturalmente studiato per garantire comfort e stabilità; esuberante nella forma, ma rigoroso nella costruzione. A distanza di cinquant’anni dalla sua prima presentazione, Joe continua a essere prodotta e reinterpretata, confermando una vitalità rara nel panorama del design storico. Per celebrare questo importante anniversario, Poltronova ha realizzato una serie di edizioni speciali che reinterpretano il progetto originale attraverso materiali e finiture inedite. Joe Jeans propone un rivestimento in denim di alta qualità, evocando l’immaginario popolare americano e rafforzando il legame simbolico con il mondo del baseball. Joe Plush introduce una superficie morbida e avvolgente in pelliccia ecologica, accentuando il carattere ludico e quasi “giocattolo” dell’oggetto, pensato per un’esperienza sensoriale ancora più immersiva. Joe Gold veste la poltrona con una pelle dalla finitura brillante e preziosa, trasformandola in un vero e proprio oggetto celebrativo, pensato come icona festiva e dichiaratamente spettacolare. Joe Whip, infine, reinterpreta il rivestimento in pelle nera attraverso un elaborato intreccio che trasforma il bracciolo in una frangia dinamica, enfatizzando il lato provocatorio e performativo del progetto. Accanto a queste edizioni speciali è stato introdotto anche Joe Ball, un pouf-poggiapiedi ispirato nella forma e nelle cuciture alla classica pallina da baseball. Pensato come naturale complemento della poltrona, Joe Ball integra un peso interno che ne garantisce la stabilità, consentendone l’uso sia come appoggio sia come seduta supplementare. Anche in questo elemento accessorio si ritrova la stessa attenzione al dettaglio e alla coerenza narrativa che caratterizza l’intero progetto Joe. Oggi Joe non è soltanto un oggetto di design: è un dispositivo culturale che racconta una stagione di sperimentazione, una diversa idea di abitare e una concezione del progetto capace di coniugare industria, artigianato, ironia e immaginario collettivo. La sua persistenza nel tempo dimostra come alcune intuizioni, quando sono profondamente radicate nella cultura del progetto, riescano a superare mode e generazioni, continuando a parlare al presente.

