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GRATI’

GRATI’

1989

Area tematica
Progetto

Lapo Baldacci, Francesco Curreli, Filippo Cifarelli

Produzione per

Ariete

Gratì dell’Ariete rappresenta un raro esempio di oggetto domestico capace di coniugare funzione primaria, immaginario simbolico e qualità formale in un equilibrio immediato e duraturo. Nato negli anni del pieno sviluppo dell’industria italiana del design per la casa, questo piccolo utensile da cucina trasforma un gesto quotidiano – grattugiare il formaggio – in un’esperienza visiva e tattile riconoscibile, memorabile, quasi ludica. La forza del progetto risiede nella sua chiarezza archetipica: la figura dell’ariete, animale associato a forza, energia e ostinazione, viene reinterpretata in chiave funzionale senza scadere nel decorativismo fine a sé stesso. La testa dell’animale diventa corpo operativo, la bocca accoglie l’alimento, la superficie di lavoro si integra naturalmente nel volume complessivo. Forma e funzione non si sovrappongono, ma coincidono, generando un oggetto immediatamente leggibile anche senza istruzioni. Gratì si colloca in quella tradizione del design italiano capace di umanizzare gli strumenti tecnici e domestici attraverso l’ironia, la metafora e l’uso controllato dell’immaginario figurativo. In un’epoca in cui la cucina diventa sempre più uno spazio di rappresentazione sociale oltre che di lavoro, questo progetto anticipa una nuova sensibilità verso gli oggetti “parlanti”: prodotti che comunicano, coinvolgono, stabiliscono una relazione emotiva con l’utente pur mantenendo una solida efficienza d’uso. Dal punto di vista produttivo, il progetto dimostra una notevole intelligenza industriale. Il corpo compatto, la semplicità costruttiva, l’ottimizzazione delle parti e la facilità di pulizia rispondono a criteri di economia, durabilità e riproducibilità su larga scala. L’oggetto è pensato per entrare stabilmente nella vita quotidiana, non come gadget effimero ma come strumento affidabile e resistente, capace di attraversare generazioni di utilizzo. Il successo commerciale e la lunga permanenza sul mercato hanno confermato la validità del progetto, rendendolo un’icona popolare riconoscibile anche al di fuori del circuito specialistico del design. Gratì dell’Ariete dimostra come un prodotto a basso costo e ad alta diffusione possa possedere una forte identità progettuale, contribuendo alla democratizzazione del buon design e alla sua presenza concreta nelle case. Più che un semplice utensile, Gratì è un micro-manifesto di design domestico: racconta un’idea di progetto in cui l’intelligenza formale, la cultura del gesto e la capacità narrativa dell’oggetto convivono in modo naturale. Per queste ragioni rappresenta una testimonianza significativa del design industriale italiano orientato all’uso quotidiano, al grande pubblico e alla qualità diffusa, e merita di essere considerato come esempio emblematico di progettazione accessibile, funzionale e culturalmente consapevole.