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CONDOR

CONDOR

1947–1953

Area tematica
Progetto

Officine Galileo

Produzione per

Officine Galileo

Nel clima di ricostruzione industriale che segue la Seconda guerra mondiale, le Officine Galileo decidono di applicare il proprio know-how ottico-meccanico a un settore emergente: la fotografia per uso civile. L’obiettivo è ambizioso: colmare temporaneamente il vuoto lasciato dall’industria tedesca, fortemente colpita dal conflitto, e offrire al pubblico italiano una fotocamera moderna, affidabile e tecnologicamente avanzata. Nasce così nel 1947 la Condor, una fotocamera 35 mm formato 24×36, ispirata per impostazione funzionale alla Leica II, ma sviluppata integralmente in ambito Galileo. La struttura è realizzata in metallo, con calotta e fondello cromati, rivestimento centrale in pelle e dimensioni compatte pensate per la portabilità quotidiana. Il mirino separato dal telemetro consente una messa a fuoco precisa, mentre il sistema di sicurezza contro la doppia esposizione dimostra un’attenzione progettuale rivolta all’affidabilità d’uso. Elemento distintivo è l’ottica Eliog 50 mm rientrante, prodotta internamente, che garantisce una qualità d’immagine elevata per il segmento di riferimento. La Condor non nasce per un’utenza professionale estrema, ma per fotografi amatori evoluti: utenti esigenti, dotati di competenze tecniche di base, alla ricerca di uno strumento solido e preciso. Per superare i limiti distributivi di un’azienda storicamente orientata al settore scientifico e militare, Galileo stringe un accordo commerciale con Ferrania, che si occupa della promozione e vendita. Per questo motivo molti esemplari riportano il marchio Ferrania sul corpo macchina, mentre l’origine Galileo resta visibile sulle ottiche. All’inizio degli anni Cinquanta la gamma si amplia: accanto alla Condor originale vengono introdotte versioni più accessibili — Condor Junior e Condoretta — prive di telemetro e dotate di ottiche semplificate, pensate per un pubblico più ampio. Parallelamente nasce la Condor II, modello di fascia alta con ottica più luminosa, predisposizione per flash e treppiede, mirino combinato e prestazioni avanzate. Questa articolazione dimostra una strategia industriale matura: differenziazione di gamma, controllo dei costi produttivi e segmentazione dell’utenza. Tuttavia, con la progressiva ripresa dell’industria fotografica tedesca e l’ingresso aggressivo dei produttori giapponesi, il progetto Condor perde competitività. La produzione viene progressivamente abbandonata, lasciando alla storia una delle più interessanti esperienze italiane di fotografia industriale del dopoguerra.