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CHIODO

CHIODO

1982

Area tematica
Progetto

Pierluigi Bacci, Alessandro Mazzoni Delle Stelle

Produzione per

Pallucco

L’appendiabiti è uno di quegli oggetti domestici che spesso vive quasi nell’ombra: lo si colloca all’ingresso, lo si usa senza pensarci troppo, e raramente possiede un carattere capace di attirare l’attenzione. Bacci e Mazzoni delle Stelle hanno scelto invece di trasformarlo in un elemento riconoscibile, dotato di una presenza precisa e di un fascino discreto. Il loro progetto, Chiodo, nasce da una rilettura poetica di soluzioni del passato: piccoli segni, memorie di oggetti dimenticati, reinventati per offrire in poco spazio tutto ciò che serve. L’idea riprende il meccanismo con cui, un tempo, si appendevano i panni ad asciugare sopra le vecchie “cucine economiche” a legna: ganci che si sganciavano facilmente dalla loro sede per poi ritornare spontaneamente nella posizione iniziale. Qui il gesto è reinterpretato in chiave contemporanea, arricchendo ogni gancio con una sfera tornita in massello di faggio che ne definisce la forma e il tocco materico. La struttura è volutamente essenziale: un robusto tubo da arredo da 25 mm di diametro si avvita a una base circolare che richiama le piastre in ghisa concentriche dei piani cottura di un tempo. Tutto è pensato per occupare il minimo ingombro — appena 38-48 cm quando i ganci sorreggono gli abiti — mentre l’altezza complessiva raggiunge i 170 cm, rendendo Chiodo un oggetto funzionale ma anche sorprendentemente evocativo, capace di unire memoria e design in un unico gesto quotidiano.