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CALAFURIA 7

CALAFURIA 7

1971

Area tematica
Progetto

Vincenzo Catarsi

Produzione per

Vincenzo Catarsi Mare

Prima di dedicarsi alla costruzione di scafi Vincenzo Catarsi si era iscritto alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa e negli anni Cinquanta, aveva fondato a Vada un famoso locale: La Barcaccina, ristorante e dancing che rapidamente, divenne molto frequentato grazie al boom del turismo. Il ristorante andava a gonfie vele, sempre affollato grazie al pesce fresco che vi si poteva mangiare, mentre dopo le 22 si trasformava in sala da ballo con  esibizioni di artisti come Nicola Arigliano, Achille Togliani, Tony Renis, Joe Sentieri, la bella soubrette Marisa Del Frate e l’insuperabile imitatore Alighiero Noschese. Fra i molti clienti alcuni  erano davvero illustri come Bice Valori e Paolo Panelli, Flora Carabella e Marcello Mastroianni e la bellissima attrice Virna Lisi. Nel 1961, lasciata la gestione della Barcaccina, nacque il Cantiere Navale Catarsi e la prima barca importante fu un catamarano di 6 metri di lunghezza. Seguirono poi i gozzi Lerici e Meloria, le lance Ondina, Palinuro e Santa Margherita. In poco tempo l’impresa entrò a pieno titolo nel difficile mercato nazionale della nautica. Nel 1971 fu costruito il primo Calafuria che misurava 7 metri, frutto della creatività e della tecnica di Catarsi che si sarebbe affermato anche sul mercato mondiale. In quello stesso anno l’imbarcazione fu presentata al Salone di Genova dove ottenne un sorprendente successo e così cominciarono a fioccare i contratti. Catarsi raccontava che a Genova, durante il salone nautico dell’anno successivo, ebbe occasione di conoscere l’ammiraglio Luigi Durand de La Penne, medaglia d’oro per la sua impresa del 1941 nel porto di Alessandria d’Egitto, quando con i cosiddetti “maiali” della Decima Mas aveva messo fuori combattimento due navi da battaglia inglesi e ne aveva danneggiate altre due. Il comandante  rimase colpito dalla linea del Calafuria e qualche tempo dopo andò a visitare a Vada il Cantiere Navale Catarsi e volle provare personalmente quell’imbarcazione rimanendo entusiasta delle sue qualità di navigazione. Il cantiere iniziò a produrre vari tipi di Calafuria. Al primo scafo lungo 7 metri seguirono molti altri diversi per la lunghezza e per l’utilizzo a cui erano destinati. Alcuni erano Calafuria aperti, altri cabinati e anche semicabinati. Vincenzo Catarsi diceva: «una barca ti deve permettere di uscire in mare anche quando le condizioni non sono le migliori» e a suo modo aveva vinto la sfida con le linee innovative della sua creatura preferita, il Calafuria 7, una vera Land Rover del mare, capace di cavarsela in ogni situazione, o quasi. Tanto è vero che questa barca nata tra Vada e Cecina è stata adottata dai pescatori di mezzo mondo, dall’Elba a Zanzibar, dalla Turchia alla Norvegia. Una barca utilizzata anche dalla guardia costiera in Italia, in Croazia, e in tanti altri paesi, «Perchè in mare si va anche per lavorare, non solo per divertimento» diceva Vincenzo Catarsi. Insomma una barca che non inseguiva le mode, ma solidità e sicurezza, che in mare sono tutto.  Vincenzo Catarsi ha cessato la sua attività nel 2010 mentre il cantiere nautico Vincenzo Catarsi Mare a Cecina continua a sfornare barche di qualità sulla base degli stampi originali. Quello di Vincenzo Catarsi è stato un vero talento che ha notevolmente contribuito a far conoscere Vada ben al di là dei suoi confini comunali e soprattutto, con il suo cantiere, ha dato lavoro a centinaia di collaboratori alcuni dei quali sono divenuti degli ottimi professionisti nel campo della cantieristica.

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