Spinto dalla passione per il tiro e la meccanica, in pochi anni Giampiero Pardini si è trasformato da tiratore in produttore di armi sportive. Dal 1976 a oggi ha presentato e costantemente aggiornato la gamma completa di pistole per il tiro accademico per poi dedicarsi alle carabine ad aria compressa. Con questi strumenti ha ottenuto numerosissimi successi internazionali, Campionati continentali, mondiali e Olimpiadi. La specializzazione della produzione, le ridotte dimensioni dell’azienda, che conferisce la massima flessibilità produttiva, l’ascolto continuo delle esigenze degli sportivi e un servizio post-vendita molto efficiente consentono a Pardini Armi di essere sempre vicina ai tiratori e di fornire loro prodotti innovativi e competitivi. Oggi gli strumenti prodotti da Pardini Armi vengono esportati in oltre 100 Paesi e costituiscono il vertice dello sviluppo tecnologico del settore. Alle Olimpiadi di Parigi 2024 Pardini armi ha conquistato nove medaglie, migliorando gli eccellenti risultati già ottenuti a Tokyo 2020 e Rio 2016 (sette medaglie). Con questi successi, Pardini armi porta il proprio palmares a 40 medaglie olimpiche. Un bel traguardo per Giampiero Pardini, il fondatore dell’azienda, che ancor prima che le gare iniziassero aveva rimarcato la certezza di almeno sei medaglie: tutti gli atleti di due discipline (pistola femminile e pistola automatica) hanno infatti gareggiato con una pistola Pardini. Questi successi rappresentano una conferma delle qualità degli attrezzi sportivi prodotti da Pardini, che procede con l’entusiasmo di 48 anni fa, quando iniziò questa avventura, con la soddisfazione di sostenere tante famiglie nel mondo (oggi l’azienda ha contatti con oltre 120 Paesi) e la certezza che i risultati sono un successo di squadra. Giampiero Pardini ha dato tanto alla sua azienda ma “senza questa squadra non sarei stato nessuno”, ribadisce, ricordando come la forza della Pardini è confermato da un significativo ricambio generazionale, che ha portato in azienda anche i due nipoti del fondatore.

