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ANTENNA

ANTENNA

1984

Area tematica
Progetto

Christian Theill

Produzione per

Targetti Sankey

Nel settore illuminotecnico, l’utilizzo dell’antenna telescopica come collegamento orientabile per il corpo illuminante risale probabilmente già agli anni ’70, come testimonia un prodotto di Targetti, la compatta radio-sveglia da comodino Svegliami, importata dalla Cina, dove però la connessione elettrica era affidata a un sottile cavo posizionato all’interno dell’antenna, avente per questo motivo una ridotta estensione di pochi centimetri. Un esempio illustre è invece la lampada da tavolo Kandido, disegnata da Porsche Design per Lucitalia, dove le antenne erano addirittura tre, due delle quali conduttive separatamente dei due poli e la terza inerte. La lampada poteva orientarsi in molti modi e in caso di contatto accidentale dei due poli, un dispositivo di sicurezza scongiurava il corto circuito. Christian Theill si propone a Targetti con questo progetto che supera tecnicamente tutte le soluzioni precedenti, immaginando una sola antenna che trasmette la tensione alla lampada alogena, progetta e prototipa la lampada e in seguito fa realizzare alla ditta Frini di Cesate (MI) l’antenna suddetta. Qui di seguito il suo racconto: “Antenna nacque dall’idea di una lampada da tavolo cui base e testa fossero collegate da un elemento allungabile, girevole e orientabile in tutte le direzioni. Un bella sfida tecnica. L’antenna telescopica si prestava per eleganza estetica ed estensibilità, ma il collegamento della testa con corrente elettrica presentava un problema: Il cavo elettrico poteva avvolgere l’antenna a spirale ma l’oggetto avrebbe perso la sua linearità ed eleganza. Oppure il cavo poteva passare all’interno dell’antenna telescopica, ma non sarebbe stato gestibile durante allungamento, accorciamento e rotazione del telescopio. Nacque così l’idea di un doppio telescopio: un’antenna telescopica all’interno di un’altra, separate elettricamente da isolatori. L’antenna esterna costituiva uno dei due conduttori elettrici e finiva in basso con una sfera che consentiva l’orientamento in qualsiasi direzione. L’antenna interna costituiva il secondo conduttore elettrico e prendeva la sua corrente con un contatto strisciante in una scodellina sferica concentrica alla sfera dell’antenna esterna. La base semisferica di metallo cromato conteneva un trasformatore toroidale che insieme ad una spessa piastra di ferro sul fondo fa da zavorra per un sicuro utilizzo anche con braccio inclinato ed esteso al massimo. Un piccolo interruttore a leva consentiva di accendere la lampada con due intensità diverse. La testa a forma di cono conteneva una lampadina alogena di 50W 24V invece dei soliti 12V per dimezzare l’amperaggio in presenza dei numerosi contatti striscianti. La testa conica, fissata in cima al braccio telescopico in modo orientabile in tutte le direzioni, era composta da due parti di alluminio cromato e due presine in legno di ebano, dato l’elevata temperatura che la testa poteva raggiungere da accesa. Uno sforzo costruttivo notevole per arrivare all’estrema semplicità e pulizia estetica di una lampada costituita da soli tre elementi geometrici: semisfera, cilindro, cono e con un nome altrettanto semplice, ovvio, quasi banale: Antenna.” Christian Theill vedrà realizzare e produrre Antenna e in seguito diverrà socio di Paolo Targetti, nella Theill Targetti Design, realizzando per alcuni anni importanti prodotti come il Ray e il Galaxy che ottennero anche Menzioni d’Onore al Compasso d’Oro.