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GESSATI

GESSATI

2019

Area tematica
Progetto

Gumdesign

Produzione per

antoniolupi

Nel panorama del design italiano contemporaneo, Gumdesign si distingue come una realtà capace di muoversi con naturalezza tra ambiti diversi, costruendo nel tempo una ricerca coerente che attraversa architettura, prodotto, grafica, direzione creativa e curatela culturale. Fondato a Viareggio alla fine degli anni Novanta da Laura Fiaschi e Gabriele Pardi, lo studio ha sviluppato un percorso nel quale il progetto non coincide mai con un semplice esito formale, ma diventa strumento di relazione tra materia, comunicazione e sistema produttivo. Questa dimensione trasversale ha progressivamente ridefinito anche il ruolo operativo dei designer, chiamati non solo a disegnare oggetti ma a costruire visioni, coordinare processi, dialogare con le imprese e contribuire alla narrazione culturale dei prodotti. In tale prospettiva, l’attività dello studio si è estesa alla formazione, alla direzione artistica e alla progettazione di eventi, configurando una pratica nella quale il confine tra progetto e strategia appare sempre più sottile. Uno dei tratti più riconoscibili della loro ricerca riguarda il rapporto con la materia, osservata non soltanto per le qualità tecniche ma per la densità simbolica e territoriale che porta con sé. In particolare il mondo lapideo diventa terreno privilegiato di sperimentazione, luogo in cui la trasformazione fisica coincide con un processo di riattivazione culturale. L’attenzione verso frammenti, residui di lavorazione e materiali marginali suggerisce una visione del design come pratica capace di restituire valore a ciò che sembra averlo perduto, trasformando lo scarto in risorsa e la memoria produttiva in linguaggio contemporaneo. All’interno di questo percorso, la collaborazione con Antoniolupi rappresenta una tappa decisiva. L’incontro con l’azienda toscana si fonda su una comune sensibilità verso la qualità materica, la lavorazione artigianale e l’idea del bagno come spazio esperienziale, non più soltanto funzionale ma capace di accogliere dimensioni emotive e narrative. Da questa sintonia nasce una relazione progettuale ampia, che coinvolge prodotti, allestimenti, immagine e direzione creativa, contribuendo a rafforzare l’identità culturale del marchio e a posizionarlo nel panorama internazionale del design. In questo contesto prende forma la collezione Gessati, che sintetizza molti dei temi centrali della ricerca di Gumdesign. I lavabi in marmo di Carrara sono attraversati da una sequenza di linee parallele generate dall’accostamento di sottili lamine unite da resine pigmentate, successivamente scolpite in volumi morbidi e continui. Alla rigidità del ritmo grafico si contrappone così la sensualità della superficie levigata, mentre le variazioni cromatiche naturali della pietra rendono ogni pezzo irripetibile. Il risultato è un equilibrio sottile tra memoria architettonica e suggestioni provenienti dal mondo tessile, tra permanenza minerale e vibrazione visiva. Oltre al valore formale, il progetto riflette una posizione etica nei confronti delle risorse materiali. L’impiego di elementi di recupero e la volontà di prolungare la vita della materia si inseriscono in una più ampia riflessione contemporanea sulla responsabilità ambientale del design e sulla necessità di ripensare i cicli produttivi. In questa prospettiva il progetto non si limita a generare nuovi oggetti, ma agisce come dispositivo capace di riattivare significati, relazioni e possibilità d’uso. Guardando complessivamente al lavoro di Fiaschi e Pardi, emerge con chiarezza come la loro pratica si collochi in una zona di confine fertile, dove progetto, comunicazione e cultura materiale convivono in un unico processo. Il designer assume così il ruolo di mediatore tra tempi diversi, capace di mettere in dialogo tradizione artigianale, industria contemporanea e sensibilità narrativa. Più che proporre una cifra stilistica riconoscibile in senso tradizionale, il lavoro di Gumdesign sembra dunque definire un metodo. Un metodo fondato sulla continuità tra ricerca e produzione, sull’attenzione critica verso la materia e sulla capacità di costruire contesti di senso attorno agli oggetti. In questa prospettiva, Gessati non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa di un processo aperto, nel quale ogni progetto diventa occasione per ridefinire il rapporto tra cultura del fare, sistema industriale e forme dell’abitare contemporaneo.