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LETIZIA

LETIZIA

1966

Area tematica
Progetto

Fernando Farulli, Giancarlo Casini

Produzione per

Manifattura Luciano Mancioli

Il caffè non è soltanto una bevanda: è un gesto quotidiano che attraversa secoli, culture e continenti, trasformandosi nel tempo da infuso rituale a simbolo domestico. Dalle prime leggende africane alla diffusione nei monasteri yemeniti, fino all’arrivo in Europa attraverso l’area ottomana, la storia del caffè è sempre stata accompagnata dall’evoluzione degli strumenti che ne permettono la preparazione. Dalle antiche caffettiere orientali in metallo alle invenzioni ottocentesche, fino alla diffusione capillare della moka nel Novecento, la tecnologia domestica ha progressivamente modellato un nuovo modo di vivere il rito del caffè, rendendolo parte integrante della vita moderna. In questo panorama di trasformazioni si inserisce, negli anni Sessanta, l’esperienza della manifattura Mancioli di Montelupo Fiorentino, una realtà capace di coniugare sapere artigianale, ricerca sui materiali e ambizione industriale. Dopo un percorso avviato con la produzione di terraglia e ceramiche decorative, l’azienda intraprese una sperimentazione tecnica che portò allo sviluppo di un impasto ceramico ad alte prestazioni, progettato per resistere al calore diretto, agli sbalzi termici e all’uso intensivo. Questa innovazione consentì di superare i limiti delle porcellane tradizionali, spesso fragili o inadatte alla cottura, aprendo la strada a una nuova generazione di oggetti domestici concepiti per passare senza soluzione di continuità dal forno alla tavola. La nascita della linea Oven King segnò un punto di svolta nella storia produttiva dell’azienda. Casseruole, pirofile, teiere e caffettiere vennero progettate come strumenti funzionali ma anche come elementi capaci di dialogare con l’arredo domestico, caratterizzati da forme equilibrate, decorazioni misurate e un’attenzione rigorosa alla qualità formale. Il successo commerciale e l’interesse internazionale confermarono la validità di questo approccio, ma misero anche in evidenza la necessità di un salto di scala produttivo. Le difficoltà legate ai processi manuali e ai limiti strutturali dello stabilimento storico spinsero l’azienda verso una riorganizzazione industriale che trovò concretizzazione nella costruzione del nuovo impianto di Altopascio, concepito per sostenere una produzione più efficiente e tecnologicamente evoluta. È all’interno di questo contesto di rinnovamento che nasce la caffettiera Letizia, uno degli oggetti più emblematici della stagione Mancioli. Progettata a metà degli anni Sessanta, Letizia rappresenta una sintesi matura tra innovazione tecnica ed eleganza formale. Realizzata in porcellana resistente al calore e abbinata a componenti metallici funzionali, fu proposta sia nella versione napoletana sia in quella espresso, rispondendo a due tradizioni diverse del fare caffè ma mantenendo un’identità formale coerente. La sua caratteristica più distintiva era la possibilità di separare la parte in ceramica dal corpo metallico, consentendo di portare direttamente in tavola il recipiente caldo. Questo dettaglio, apparentemente semplice, trasformava l’oggetto da strumento operativo a elemento conviviale, rafforzando il legame tra preparazione e consumo, tra cucina e spazio domestico. La caffettiera non rimaneva più confinata sul fornello, ma diventava protagonista del momento del servizio, caricandosi di un valore simbolico oltre che funzionale. La progettazione della Letizia non si limitò alla definizione della forma. Ogni aspetto del prodotto fu pensato come parte di un sistema coerente: dalle proporzioni ai colori, dalla grafica del marchio al disegno della confezione. Il packaging, in particolare, venne concepito come strumento di comunicazione visiva, capace di raccontare il prodotto ancora prima dell’uso e di rafforzarne il posizionamento sul mercato. Anche la strategia commerciale si distaccò da logiche puramente quantitative, privilegiando una diffusione capillare e controllata, orientata a costruire nel tempo una presenza stabile e riconoscibile. Oggi la caffettiera Letizia è considerata una testimonianza significativa del design italiano del dopoguerra. Racconta una stagione in cui l’industria iniziava a dialogare in modo maturo con il progetto, e in cui l’oggetto domestico veniva ripensato come elemento culturale oltre che funzionale. Insieme alla linea Oven King, Letizia anticipa una visione dell’abitare fondata sulla continuità tra preparazione, uso e condivisione, interpretando il principio “dal fuoco alla tavola” non solo come soluzione tecnica, ma come nuova idea di comfort e quotidianità.