La serie Saratoga, progettata nel 1964 da Lella e Massimo Vignelli per Poltronova, rappresenta uno dei momenti più alti della loro ricerca sul rapporto tra architettura, arredo e forma pura. Nata inizialmente come collezione di sedute, la famiglia si amplia rapidamente includendo tavolini bassi, contenitori, elementi bar e arredi per l’ambiente ufficio, configurandosi come un vero e proprio sistema modulare capace di adattarsi a contesti domestici e professionali. Alla base del progetto vi è un principio di estrema chiarezza geometrica. Le sedute si costruiscono per giustapposizione di volumi semplici e solidi: la poltrona funge da modulo originario da cui derivano le versioni a due, tre e quattro posti, ottenute mantenendo proporzioni costanti e una rigorosa coerenza formale. Le dimensioni della seduta singola — generosa nella larghezza e profonda nell’impostazione — riflettono una concezione spaziale non compressa, lontana dalle logiche tradizionali dell’arredo europeo dell’epoca. Il progetto nasce da un’esigenza personale degli stessi designer. Non trovando sul mercato soluzioni imbottite capaci di soddisfare le proprie aspettative estetiche e funzionali, i Vignelli decidono di progettare direttamente il sistema di sedute, incarnando perfettamente il loro noto principio operativo: se un oggetto non esiste, va disegnato. Questa attitudine progettuale si colloca in un momento di intensa mobilità professionale tra Italia e Stati Uniti, dove la coppia aveva già maturato importanti esperienze accademiche e culturali. L’influenza del contesto americano è evidente: Saratoga viene pensata come un arredo “libero nello spazio”, non più addossato alle pareti ma collocato al centro dell’ambiente, assumendo un ruolo architettonico e compositivo attivo all’interno della stanza. Questa scelta impone un ripensamento completo dell’oggetto, che deve risultare formalmente compiuto anche nella parte posteriore, tradizionalmente considerata secondaria. Il divano non è più solo un elemento funzionale, ma un volume tridimensionale che dialoga con lo spazio circostante. La volontà dei progettisti è quella di ottenere un effetto architettonico forte, capace di coniugare rigore formale e comfort d’uso. In fase iniziale Massimo Vignelli immagina una struttura realizzata in marmo, materiale che avrebbe conferito al progetto una monumentalità quasi scultorea. Tuttavia, le difficoltà produttive, i costi elevati e la complessità della lavorazione rendono questa soluzione impraticabile per una produzione seriale. Si opta quindi per una struttura in legno, sfruttando le competenze artigianali interne a Poltronova. Per ottenere comunque l’effetto di preziosità e compattezza desiderato, viene introdotta una finitura allora inusuale per l’arredo domestico: la laccatura al poliestere ad alta brillantezza, ispirata alla superficie dei pianoforti. Il risultato è una scocca estremamente definita, disponibile originariamente nelle varianti bianco e nero, capace di restituire quell’immagine architettonica astratta che i progettisti avevano in mente.
A questo involucro rigoroso si contrappone volutamente la morbidezza dei cuscini. Realizzati in piuma d’oca e rivestiti in pelle sfoderabile, introducono una componente sensoriale e tattile che bilancia la severità geometrica della struttura. La tonalità scelta per il progetto originale richiama gli interni delle automobili di lusso britanniche, in particolare Jaguar, rafforzando l’idea di comfort elegante e discreto. Il lavoro dei Vignelli non si limita mai a un esercizio stilistico. Pur riconoscendosi nei principi del razionalismo e nella logica del “less is more”, i due progettisti rifiutano l’idea di un minimalismo freddo o ascetico. Il loro approccio è orientato alla ricerca di forme archetipiche, essenziali ma durature, capaci di superare le oscillazioni delle mode. Saratoga incarna perfettamente questa filosofia: un sistema modulare costruito su una geometria primaria, rigoroso ma non rigido, capace di mantenere una forte identità senza rinunciare alla versatilità d’uso. Nel corso degli anni la collezione si arricchisce di ulteriori varianti cromatiche e funzionali. Al bianco e al nero si affianca il grigio, mentre le versioni destinate agli ambienti professionali introducono nuove configurazioni. Anche le pelli dei cuscini vengono declinate in diverse tonalità, adattandosi alle richieste del mercato. A partire dagli anni Duemila, con la nuova gestione di Poltronova e la creazione del Centro Studi Poltronova, il progetto Saratoga viene riportato alle sue caratteristiche originarie. L’operazione di riedizione si fonda su un rigoroso lavoro di archivio e sulla volontà di rispettare fedelmente materiali, finiture e proporzioni del disegno del 1964. Vengono ripristinate le laccature lucide al poliestere nei colori originali e viene selezionata, in accordo con gli eredi dei progettisti, una pelle specifica in grado di restituire la tonalità immaginata dai Vignelli per la prima versione del prodotto. La serie attuale comprende poltrona e divani a due, tre e quattro posti. La struttura rigida è composta da elementi di uguale spessore con spigoli leggermente smussati, che accolgono cuscini generosi e leggermente sporgenti. L’insieme è caratterizzato da un equilibrio raffinato tra precisione costruttiva, qualità dei materiali e chiarezza compositiva. Saratoga rimane così uno degli esempi più riusciti della capacità dei Vignelli di trasformare un oggetto d’uso quotidiano in un elemento architettonico domestico: un progetto capace di coniugare rigore e sensualità, sobrietà ed eleganza, funzionalità e valore simbolico. Una seduta che, a distanza di decenni, continua a esprimere con straordinaria coerenza l’idea di un design senza tempo.

