I misuratori di velocità di produzione tedesca o americana, precedenti all’Autovelox, si basavano sulla tecnologia radar, non molto precisa, o sulla tecnologia laser, non particolarmente sicura. Fiorello Sodi parte dal principio fisico della velocità intesa come spazio percorso nell’unità di tempo e lo affronta in vari modi, proponendo nel 1974 un sistema a doppio cavo basato su un rilevatore acustico di velocità, poi nel 1977 un sistema costituito da una barra con doppia coppia di cellule fotoelettriche, infine nel 1989 mette a punto un sistema a emissione laser con energia nei limiti di legge, che rileva in modo preciso la velocità evitando danni alle persone. Dal 1974 ad oggi, gli Autovelox della Sodi sono stati adottati sulle strade di mezzo mondo. Strumento che sicuramente non raccoglie le simpatie di chi è al volante ma che va detto, se correttamente utilizzato da chi lo deve gestire, è in grado di salvare molte vite. Nel tempo, per antonomasia, il nome commerciale ideato da Fiorello Sodi è divenuto genericamente un di “misuratore di velocità dei veicoli”, tanto da essere stato inserito anche sulla prestigiosa enciclopedia Treccani.

