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VESPA 400

VESPA 400

1957

Area tematica
Progetto

Corradino D’Ascanio

Produzione per

Piaggio

La prima – e unica – microcar realizzata da Piaggio, un piccolo capolavoro a quattro ruote che unisce l’ingegno italiano allo spirito della mobilità urbana europea del dopoguerra. Voluta da Enrico Piaggio e progettata dal geniale Corradino D’Ascanio, la Vespa 400 nasce in gran segreto nello stabilimento di Pontedera, ma il suo debutto avviene non in Italia, bensì in Francia. La ragione? Una mossa strategica. Per evitare uno scontro diretto con la nascente FIAT 500, Piaggio – su consiglio dell’allora presidente Fiat, Vittorio Valletta – decide di produrre il nuovo veicolo oltreconfine, presso lo stabilimento ACMA (Ateliers de Construction de Motocycles et Automobiles), già partner Piaggio per l’assemblaggio delle Vespa francesi. La presentazione ufficiale avviene al Salone dell’Automobile di Parigi del 1957, tra grande curiosità e sorpresa: una vettura minuscola ma elegante, con carrozzeria monoscocca in acciaio, tetto in tela apribile, e porte incernierate posteriormente. Il suo cuore è un motore bicilindrico a due tempi da 393 cm³, raffreddato ad aria, montato posteriormente, capace di raggiungere i 90 km/h, con un consumo estremamente ridotto (circa 5 l/100 km). Con un peso a vuoto di soli 380 kg, la Vespa 400 offre due posti comodi e uno spazio posteriore adatto a piccoli bagagli o bambini, incarnando perfettamente lo spirito delle citycar ben prima che il termine diventasse di moda. Il cruscotto essenziale e il volante a due razze in stile scooter ne confermano il DNA vespa-style. Ne furono prodotte circa 30.000 unità tra il 1957 e il 1961, soprattutto per i mercati francese, belga e tedesco. Negli Stati Uniti arrivarono circa 1.700 esemplari attraverso una rete di importatori, mentre in Italia solo un centinaio di unità vennero distribuite ufficialmente, rendendola oggi una rarità molto ambita dai collezionisti. Sebbene fosse una risposta diretta alle esigenze di mobilità del tempo – e anticipasse alcune soluzioni viste poi su vetture come la Citroën Ami o la Fiat 126 – la Vespa 400 non riuscì a imporsi sul mercato, anche a causa del limitato sviluppo tecnico (avviamento inizialmente a strappo, cambio a 3 marce non sincronizzato) e della fortissima concorrenza. Nel corso della sua breve carriera furono proposte alcune varianti migliorative, tra cui la Luxe, la Tourisme e la più accessoriata GT, dotata di avviamento elettrico, paraurti rinforzati e cambio a 4 marce. Nonostante la scarsa diffusione, la Vespa 400 è apparsa in alcune produzioni cinematografiche ed è oggi considerata un’icona dimenticata ma affascinante, capace di fondere la cultura dello scooter con l’idea di automobile compatta, leggera e intelligente.

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