Realizzato da Paolo Ulian e Giuseppe Ulian per la mostra Pappilan, su invito della Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano, il Finger Biscuit nasce nel 2003 come esercizio di progetto sul tema del biscotto. La mostra venne inaugurata al Fuori Salone dello stesso anno e successivamente riproposta negli spazi della Libera Università di Bolzano fino al 24 gennaio 2004. Nel 2006 il progetto fu acquistato dalla Ferrero, pur senza essere mai immesso sul mercato. L’idea alla base del Finger Biscuit è semplice e irresistibile: chi non ha mai affondato un dito direttamente nel vasetto di Nutella? Da questo gesto spontaneo nasce un biscotto che si indossa come un ditale, pensato per essere immerso nella crema preferita o in una tazza di latte. Il progetto fu la risposta di Paolo Ulian alla mostra curata da Giorgia Graziadei, dedicata alla reinterpretazione dei Vanillekipferl, i tipici biscotti natalizi della tradizione tedesca. Giuseppe Ulian racconta così la nascita dell’idea: «Un invito a progettare un biscotto. Un biscotto? Non male. A Bolzano hanno avuto una bella intuizione, ora tocca a noi. Era un periodo pieno di lavoro, ma Paolo aveva bisogno del mio supporto. Continuavo a pensare, forse anche troppo. Mi fermai un giorno, e proprio quella notte, nel dormiveglia, arrivò l’illuminazione: un biscotto da indossare sul dito. Mi alzai e lo schizzo fu immediato: la forma del ditale da cucito. Sì, ci siamo. Paolo lo vide, gli piacque, anche se non era ancora del tutto risolto. Seduti al tavolo luminoso, i collegamenti divennero rapidi, i pensieri si allinearono: biscotto da dito – da inzuppare nel latte – sì – ma anche nella… Nutella! Sì, eccolo. La poesia è come l’amore, quando arriva la riconosci subito. Non poteva essere diverso». Qualche anno dopo la Ferrero acquistò il progetto, immaginando di abbinarlo al suo prodotto più iconico e distribuirlo nella grande distribuzione. Tuttavia, nonostante il potenziale enorme, il Finger Biscuit non arrivò mai sugli scaffali. Oggi il suo destino è quello dei sogni più golosi: rimasto sulla carta, ogni tanto ricompare sul web, riaccendendo puntualmente la speranza degli appassionati che un giorno possa finalmente diventare realtà.

