Nel cuore della Toscana termale emerge un dolce che, pur nella sua semplicità, racchiude storia, racconto e gusto: le Cialde di Montecatini. Sottilissime sfoglie accoppiate – dal diametro di circa 16-18 cm e spessore attorno ai 2 mm – nascondono al loro interno un ripieno di mandorle tritate e zucchero, conferendo al biscotto una fragranza leggera e un carattere elegante. Pur non essendo il dolce più antico della regione — anzi, le origini delle “cialde” in senso generico riportano a tecniche di lavorazione con stampi roventi già documentate in epoche antiche — è l’interpretazione locale a Montecatini Terme a regalarle un insolito destino. La leggenda locale attribuisce alle Cialde di Montecatini un’origine segnata da una famiglia ebrea proveniente dalla Boemia, che, impedita dalle leggi razziali del periodo di esercitare la propria professione originaria, si trasferì nella cittadina termale e lì avviò la produzione di quei dischi friabili che avrebbero presto conquistato visitatori e termalisti. In concreto, una delle più note produzioni – quella della famiglia Bargilli – ha fissato il proprio inizio nel 1936 e tuttora mantiene una ricetta tradizionale: farina di grano tenero “00”, zucchero, latte intero, uova fresche e mandorle pugliesi, senza coloranti né conservanti. Un’altra importante azienda locale, la famiglia Desideri, attiva fin dal 1911, propone le sue confezioni con l’impronta sulla superficie del biscotto che richiama la rana e l’airone, simboli della città, e dedica anche versioni “da collezione” in scatole di latta dallo stile liberty o retrò. Le Cialde hanno dunque assunto una forte identità territoriale: non solo prodotto da gustare sul posto, ma oggetto di souvenir goloso per chi soggiornava a Montecatini Terme e desiderava portare a casa un ricordo della città termale. In virtù di ciò sono state inserite nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della Toscana con decreto ministeriale MiPAAF n. 350/1999, a sancire il valore storico-culturale della produzione.

